I vincitori – IX ed.

INEDITO

Sezione romanzo:

  1. Alessandra Casati – “Amor, ch’a nullo amato amar perdona” – Monza
    Motivazione: In ogni vicenda, reale o letteraria, c’è qualcuno che balza agli onori della cronaca, di cui ci si ricorderà per sempre, e qualcuno che passa in secondo piano. Nella storia di Paolo e Francesca, ad esempio, chi si è mai chiesto quali motivazioni si nascondessero dietro al gesto efferato di Giovanni Malatesta, meglio noto come Gianciotto? L’autrice si prende carico di questo compito e indaga a fondo nel dramma di un uomo che non ha ucciso per onore o per vendetta, ma anzi ha amato di un amore profondissimo sia la moglie che il fratello. L’andamento è sicuro, la storia appassionante e il linguaggio, coerente all’epoca di ambientazione, trova qua e là dei guizzi di modernità che spiazzano e avvicinano ancora di più il personaggio al Lettore: alla fine ci si trova a essere affezionati a Gianciotto, finalmente consapevoli che tutti soffrono, anche coloro che la storia ha bollato come “cattivi”.
  2. Barbara Beneforti – “La disertora” – Pistoia
    Motivazione: Luce è nata quando ancora in Toscana si parlava di Granducato, e la sua vita si snoda per molti anni, finché “gli Italiani e gli Austriaci si sparavano addosso un’altra volta gli uni contro gli altri”. Gli avvenimenti, narrati con una voce calda e genuina, riguardano la protagonista e con lei la sua famiglia e il suo paese, in un susseguirsi di personaggi e situazioni tanto vividi da sembrare dipinti a olio.
  3. Sandro Orlandi – “Azrael” – Macerata
    Motivazione: Vincenzo Tuttobene è un investigatore privato. Creativo in cucina, sognatore, ha il naso che pizzica ogni volta che incrocia un elemento importante per un’indagine. Viene chiamato a collaborare nel caso di omicidio della sorella di un ex collega, e in questa occasione la sua strada si incrocia con una ex fidanzata, ora grafologa. Un giallo vivace e appassionante, con le ricette di Vincenzo raccolte in un’appendice finale.

Menzione speciale della Giuria:

  • Francesco Runfola – “Un alito di bossanova” – Verbania
    Motivazione: Cile, Germania, Italia, Francia, tra il 1919 e il 1988: questo è il lungo viaggio di Horace attraverso due continenti, a cavallo di una buona fetta del secolo scorso. Avanti e indietro nello spazio e nel tempo, i personaggi si staccano con decisione dalla pagina e ogni parola cola densa, a ricostruire una vita in cui c’è troppo da cancellare perché tutti possano arrivare illesi fino alla fine.
  • Mariella Todaro – “Oroscopo per una monaca” – Chiavari (Genova)
    Motivazione: Raffinata rappresentazione di un ambiente claustrofobico come quello di un convento veneziano a metà del Diciassettesimo secolo, è la storia di Arcangela, costretta a farsi monaca come molte altre ragazze della sua età, che ha altre idee e altri bisogni. La sua sete di cultura e di espressione artistica la porterà a essere oggetto di maldicenze e si troverà al centro di intrighi sempre più appassionanti.

Quarti classificati, a pari merito (in ordine alfabetico):

  • Susanna Agostinelli – “1018 – Sonata per noi due soli” – Livorno
  • Francesco Aiello – “Gli spiriti di nonna Filomena” – Livorno
  • Chiara Benciolini – “Certosa misteriosa” – Vigodarzere (Padova)
  • Andrea Bertagni – “Una montagna d’oro” – Pregassona (Svizzera)
  • Elena Bresciani Baldi – “Piccole, delicate piume” – Forte dei Marmi (Lucca)
  • Lavinia Brilli – “Ci vediamo su FB” – Rovereto (Trento)
  • Fabio Cacioni – “Nessuna strada facile” – Tivoli (Roma)
  • Franca Canapini – “Io niente no” – Arezzo
  • Alessandro Corsi – “Una storia senza storia” – Livorno
  • Guido De Rossi – “Come quando eravamo bambini e giocavamo a rincorrerci” – Moncalieri (Torino)
  • Nadia De Stefano – “Volevo uccidere Faletti” – Viareggio (Lucca)
  • Maria Denis Guidotti – “La rivoluzione della Bertulina” – Parma
  • Chiara Giacobelli – “L’ultimo inverno della mia vita” – Firenze
  • Massimo Giusti – “Il Manuale di Greta” – Campi Bisenzio (Firenze)
  • Pier Giorgio Graziano – “Cara, cosa ci hai preparato per cena?” – Torino
  • Sabrina Guglielmi – “Il corvo” – Massa
  • Chiara Marchesini – “Il rumore dolce e sommesso dell’acqua (ovvero lo strano caso di George Tryon)” – Vicenza
  • Lidia Mingrone – “È come guidare una Ferrari” – Voghera (Pavia)
  • Donato Montesano – “I grandi scrittori non mangiano” – Tricarico (Matera)
  • William Francesco Murano – “Estraneo al tempo” – Castelfranco Veneto (Treviso)
  • Giancarlo Parini – “Seduta sull’erba in un mare di nebbia” – Milano
  • Demian Planitzer – “Cadio” – Dolcè (Verona)
  • Massimo Renaldini – “Stramonio” – Rezzano (Brescia)N.B.: L’Autore viene squalificato a norma dell’articolo 2 del bando di concorso. Il romanzo inedito iscritto al premio letterario nella sezione A in corso di selezione veniva contrattualizzato con regolare editore perdendo cosi la necessaria qualifica di ‘inedito’.
  • Fabiola Sciarratta – “La Villa” – L’Aquila
  • Emanuele Grilli Vita Solaro – “Feriti da felicità” – Roma


Sezione racconto:

  1. Alessandro Izzi – “Eva” – Gaeta (Latina)Motivazione: Sullo sfondo della Seconda guerra mondiale lo stupro di una ragazzina, da parte di un giovane soldato tedesco poco più grande di lei, è descritto con rara maestria. Alessandro Izzi fotografa i protagonisti quali vittime sacrificali: il carnefice che diventerà suo malgrado schiavo del terribile e deprecabile delitto con cui ha privato la ragazza della sua innocenza; lei, rimasta incinta, è incatenata per sempre al ricordo della bieca violenza subita. Nel frattempo viene annunciata la fine dell’occupazione tedesca ma né carnefice né vittima potranno mai più essere liberi. Racconto splendido. Argomento trattato con epifanica sensibilità e maturità stilistica.
  2. Beatrice Segato – “Yoel” – San Giovanni Lupatoto (Verona)Motivazione: Il racconto affronta, con splendida semplicità, il tema della Shoah, e lo fa affidando agli occhi ingenui e sognanti di un bambino, vittima suo malgrado della follia e della stupidità di una ideologia aberrante, il compito di registrare uno dei drammi più sconvolgenti della nostra storia. Il bambino ha un unico grande desiderio, diventare un viaggiatore, uno di quelli di cui si narra nel libro che la mamma gli ha regalato. Una dolcezza infinita trasuda da ogni riga e ciò rende ancor più sconvolgente il dipanarsi della vicenda.
  3. Anna Maria Zanchetta – “Aspettando l’alba” – Mossano (Vicenza)Motivazione: Il racconto pone l’accento su una delle malattie più invalidanti del nostro tempo: l’alzheimer. Anna Maria Zanchetta lo fa in maniera originale lasciando che sia la persona malata a guidare il Lettore nelle trame di una follia delirante. La stessa scrittura segue un andamento schizoide, reso autentico dal rincorrersi di frasi smozzicate e una quasi totale assenza di punteggiatura, fino a diventare un labirinto emozionale in cui la protagonista avverte per un attimo il dolore pungente poi la follia la inghiotte di nuovo, per sempre.

Menzione speciale della Giuria:

  • Marisa Iacopino – “Lettera di un aspirante accademico” – RomaMotivazione: Scritto con essenzialità e grande pulizia letteraria, il racconto mette in evidenza la tecnica sopraffina di Marisa Iacopino. Un racconto originale che fotografa la personalità dispotica e oscura di uno dei personaggi più discussi della nostra storia. L’autrice non segue percorsi letterari abusati ma attraverso una formula originale ci fa entrare nel mondo deviante e disturbato del protagonista.
  • Carmela Scotti – “Il lupo” – Barlassina (Monza-Brianza)Motivazione: L’Autrice riesce a sondare l’animo umano, a far emergere ciò che vive nei meandri più oscuri della mente e trascina il Lettore, con una scrittura scarna e tagliente, nel mondo di solitudine e di angoscia che contraddistingue le azioni del protagonista adottando un’ottica, quantomeno inusuale, nella descrizione del dramma dell’abuso sui minori. Un labirinto malato quello che il protagonista ha costruito fino alla citazione finale “quando gli agnellini si perdono, gridano; a volte arriva la madre, a volte il lupo”.

Quarti classificati, a pari merito (in ordine alfabetico):

  • Giuseppe Armani – “Ritorno” – Fiorenzuola D’Arda – (Piacenza)
  • Graziella Atzori – “Rapsodia in Viola” – Trieste
  • Davide Bacchi – “Amelie” – Bologna
  • Francesca Belotti – “Parlerò di te” – Palazzolo Sull’Oglio (Brescia)
  • Davide Cecilia – “Dal diario del muro parlante” – Roma
  • Paola Ciregia – “La giusta distanza” – Capezzano Pianore (Lucca)
  • Susanna Benassi, Claudio Lucetti – “L’ombra della clessidra” – Pietrasanta (Lucca)
  • Donatella Dariol – “Questo mio cuore” – Carbonera (Treviso)
  • Valentina Fantasia – “Questa notte ho sognato” – Formia (Latina)
  • Antonino Favara – “Una lettura magica” – Torino
  • Laura Gamberini – “Ho visto la vita che gli usciva dalla bocca” – Milano
  • Antonella Iacoli – “Joe” – Modena
  • Massimo Martinelli – “Una lapide” – Capraia e Limite (Firenze)
  • Lidia Mingrone – “Sebastian” – Voghera (Pavia)
  • Giancarlo Parini – “Le finestre sul cortile” – Milano
  • Stefania Pellegrini – “Una nuova vita” – Nus (Aosta)
  • Maddalena Maria Piana – “Maschere” – Sassari
  • Diletta Pischetola – “Il clochard e la bambina con il gelato” – Perugia
  • Valeria Rossi – “Canto di Nozze a Santa Rosalia” – Tremestieri Etneo (Catania)
  • Edoardo Rossi – “(the) Cure” – Genova
  • Ivana Saccenti – “Come finisce?” – Pozzuolo Martesana (Milano)
  • Donatella Sarchini – “La fine di qualcosa” – Milano
  • Alice Scuderi – “La macchia indelebile” – Campiglia Marittima (Livorno)
  • Gabriella Sperotto – “Dove vanno le bolle” – Belluno
  • Francesco Zamboni – “Il giorno mille” – Brescia


Sezione poesia:

  1. Paola Brolati – “Divoro materia” – VeneziaMotivazione: È una qualità ben rara quella che possiede la parola poetica di Paola Brolati: evocativa, densa di meta-significati e assolutamente poco convenzionale. La sua scelta è quella di rappresentare l’intima sofferenza adottando immagini realistiche, ostiche e urticanti, che comunichino la ruvida concretezza della sostanza inorganica; una trasformazione osmotica e disumanante si compie, con una lentezza prossima all’immobilità, attraverso un itinerario affatto facile tra decadenza e corruzione, in bilico tra reminiscenze di metamorfosi ovidiane e scenari da atmosfere post-apocalittiche.
  2. Nicola Giordano – “Nostalgia” – RomaMotivazione: Quasi un haiku, questo breve e intenso componimento che sorprende per la brusca virata, nel volgere di poche parole, dalla sospesa atmosfera del gelo invernale dell’apertura al risveglio amaro del finale.
  3. Gianluca Pavia – “L’inconsapevole attrattiva della repulsione” – RomaMotivazione: Una bella galleria di varia umanità, di relitti umani, deandreiane “vittime di questo mondo”, che destano non già la compassione, ma l’interesse ammirato e quasi invidioso del poeta, che sceglie di esprimersi senza inutili poeticismi per regalarci versi che meriterebbero davvero di essere messi in musica. 

Menzione speciale della Giuria:

  • Marisa Iacopino – “Si potesse risalire” – RomaMotivazione: È molto bella e di grande effetto poetico l’immagine della bambina inconsapevole, e la scelta delle parole, priva di retorica, riesce a esprimere con leggerezza e candore il sentimento del dolore. Il desiderio del ritorno all’infanzia esorcizza l’angoscia.
  • Stefania Vecchiato – “Tracce” – Oderzo (Treviso)Motivazione: Essenziale e piuttosto ermetica, la poesia di Stefania Vecchiato scandisce con ritmo e musicalità il velato sentimento della polemica, intravisto e quasi inespresso nella sintetica semplicità delle immagini evocate.

Quarti classificati, a pari merito (in ordine alfabetico):

  • Eugenio Arduini – “Alla poesia” – Viterbo
  • Paola Carmignani – “Senza fare rumore” – Altopascio (Lucca)
  • Daniela Conti Benassi – “Giovani” – Camaiore (Lucca)
  • Milena Del Vecchio – “Memorie sepolte” – Remedello (Brescia)
  • Laura Domenichelli – “Il giorno della memoria” – Castiglion Fiorentino (Arezzo)
  • Nancy Franchi – “Nonna Flò” – Seravezza (Lucca)
  • Paola Gatti – “Chiudimi gli occhi” – Roma
  • Andrea Improta – “Il cielo limpido della notte” – Firenze
  • Morena Larini – “Avrei voluto” – Massarosa (Lucca)
  • Eleonora Luisi – “Carezza” – Forte dei Marmi (Lucca)
  • Basilio Luoni – “Impresa famigliare” – Procida (Napoli)
  • Lorenzo Meozzi – “Noi demoliti col cuore in mano” – Vinci (Firenze)
  • Angelo Mocchetti – “Né terra né cielo” – Rescaldina (Milano)
  • Ylenia Mora – “Solitudine” – Carpaneto Piacentino (Piacenza)
  • Marella Nappi – “Fine di noi” – Lanciano (Chieti)
  • Andrea Piccini – “Aria inflazionata” – Campi Bisenzio (Firenze)
  • Mario Recchia – “Arazzo di emozioni” – Castrocielo (Frosinone)
  • Renato Rossi – “Il mio spazio” – Marina di Carrara (Massa)
  • Donatella Sarchini – “Guardando verso il sole” – Milano
  • Lucia Grazia Scalandra – “Rimunerazione” – Venaria Reale (Torino)
  • Luca Sichetti – “Urlo in gola” – Paglieta (Chieti)
  • Alberto Carlo Maria Vendittelli Casoli – “Estate” – Moncalieri (Torino)
  • Silvia Zamprogna – “Ho vissuto cento volte per nulla” – Trebaseleghe (Padova)
  • Anna Maria Zanchetta – “Memoria” – Mossano (Vicenza)
  • Massimo Zona – “L’amore al tramonto” – Calvi Risorta (Caserta)


EDITO

Sezione romanzo:

  1. Paolo De Angelis – “Un fiore tra le pietre” – RomaMotivazione: Realtà nuda e cruda, quella descritta nel romanzo, e proprio per questo ancora più drammatica e coinvolgente. Dal materiale raccolto nel corso dell’esperienza in Guatemala a fianco di un’équipe sanitaria, l’autore ha tratto un romanzo che scavalca la cronaca, assumendo il valore di accorata denuncia della sistematica violazione dei diritti umani fondamentali, come la vita, soprattutto a carico delle donne. Rigoroso e pulito il linguaggio, fluida e appassionante la narrazione.
  2. Claudio Matarozzo – “Cellule (Quando le parole finiscono)” – RomaMotivazione: Scegliendo un’insolita tipologia narrativa, in bilico tra realismo e trascendenza, l’autore restituisce un ritratto acuto, impietoso, profondamente amaro della società in cui viviamo. L’angelo-coscienza di classica memoria che appare nei cieli di una Roma disincantata e frettolosa invita a riflettere e lascia un segno. La sostanziale drammaticità del contenuto è alleggerita da un’ironia sottile e dal fascino del linguaggio colto e ricco.
  3. Antonio d’Elia – “Le paurose avventure di Fulvio (cavia peruviana)” – Molfetta (Bari)Motivazione: Le avventure di Fulvio, la piccola, coraggiosa cavia peruviana, coinvolgono i giovani Lettori facendo loro apprezzare valori fondamentali come l’amicizia e la solidarietà. Storia divertente, dalla trama ben congegnata, ottima per i ragazzi, piacevole comunque per tutti. Felice la scelta del linguaggio, che risulta semplice, immediato e scorrevole.

Menzione speciale della Giuria:

  • Maria Stefanelli, Manuela Mareso – “Loro mi cercano ancora” – TorinoMotivazione: Libro interessante e dolorosamente attuale. Una sorta di lettera aperta in cui la protagonista racconta alla figlia il calvario di una donna cresciuta nella ’ngrangheta e che proprio per amor suo ha osato sfidarla, accettando di vivere lontano, sotto copertura. Scelta difficile e coraggiosa, raccontata senza fronzoli, che invita a riflettere.
  • Katia Brentani – “Il figlio del Boia” – BolognaMotivazione: Storia d’amore e di emarginazione ambientata nella Francia della pena capitale. Rivolgendosi direttamente al Lettore, il protagonista racconta con sincerità il proprio dramma esistenziale, diviso tra il rifiuto del mestiere paterno e l’altro rifiuto, parallelo, della comunità in cui vive e che invece lo allontana, costringendolo ad accettarne la dolorosa eredità. Scorrevole, ben costruito, temi affrontati molto interessanti.

Quarti classificati, a pari merito (in ordine alfabetico):

  • Enrico Aldobrandi – “La bellezza contenuta” – Firenze
  • Silvano Bertaina – “Effetto Christian” – Govone (Cuneo)
  • Francesco Brandoli – “Il Dio del dolore” – Bologna
  • Basilio Paolo Colucci – “Un Compleanno Speciale” – Lucera (Foggia)
  • Emanuele Corocher – “Il Piccolo Popolo e il pianeta Terra” – Verona
  • Manfredo Corona – “La colombaia” – Parma
  • Maria Grazia Forli – “Meraviglioso amore” – Gallicano (Lucca)
  • Guido Leoni – “L’Aristocratico” – Riva del Garda (Trento)
  • Lorena Lusetti – “Pensieri e parole” – Bologna
  • Umberto Martino – “L’ultimo volo del gabbiano” – S. Giovanni Rotondo (Foggia)
  • Donatella Mascia – “Magnifica visione” – Genova
  • Paolo Montaldo – “Io, Federico perna morto nel carcere di Poggioreale” – Cagliari
  • Lucia Paoletti – “Codice B321” – Pisa
  • Francesca Papa – “Chi fermerà il tempo” – Roma
  • Elio Rogati – “Assassinio a Montecitorio” – Roma
  • Laura Sabatino – “La distrazione” – Roma
  • Elisa Sala Borin – “Camilla e la luna piena” – Treviso
  • Fabiola Sciarratta – “I tetti Blu” – L’Aquila
  • Stefano Testa – “Il senso nascosto delle ferite” – Frosinone
  • Lorenzo Vercellino – “Jailbait – L’Esca” – Loano (Savona)

Sezione poesia:

  1. Samuele Liscio – “Convalescenza” – Prato
    Motivazione: La vita per Samuele Liscio appare come una lunga convalescenza dal male di vivere, un percorso dell’anima alla ricerca di nuovi equilibri. Emergere dall’incertezza del presente, riappropriarsi in un moto, dal sapore epifanico, della realtà effettuale in cui principi e valori acquistano un significato originario. Sarà l’esperienza poetica, “rondine bianca”, a guidare il Poeta. Nella silloge, soffi lirici resi in un linguaggio di pacata armonia. Voce originale, che ingloba e scavalca esperienze poetiche contemporanee.
  2. Fulvia Marconi – “Amore che d’amor si nutre e sazia” – Ancona
    Motivazione: Nel solco di una tradizione poetica ben consolidata, la Poetessa esprime contenuti articolati con voce limpida e personale. Frutto di attenta elaborazione sia tematica che stilistica, la silloge risulta convincente grazie a sprazzi di coinvolgente liricità, laddove si raggiunge una felice sintesi tra sentimento, immagine e parola.
  3. Anna Maria D’Ambrosio – “Di fiori e di foglie” – Novara
    Motivazione: Versi brevi, luminosi, e immagini di felice lirismo rivelano a tratti l’io inquieto della Poetessa. L’occhio poetico si sofferma sul mondo da una prospettiva defilata, ai margini; si sposta dal sé all’altro da sé alla ricerca della propria identità, qualcosa capace di sollevare la “pietra sul cuore” di una vita sbagliata. Un testo intenso, di ingannevole semplicità.

Menzione speciale della Giuria:

  • Giovanni Aniello – “Ostaggi del tempo” – Marina di Minturno (Latina)
    Motivazione: Silloge di brevi poesie in cui il Poeta sintetizza la sua visione della vita. Il tempo, nemico supremo “[…]oscilliamo già marci/ a rami di presente,/ ostaggi del tempo in attesa.” Visione logica, disincantata, espressa con pregevole chiarezza di linguaggio.
  • Eleonora Luisi – “Samsara” – Forte dei Marmi (Lucca)
    Motivazione: Poesia dinamica, di non facile lettura. In un linguaggio musicale, di libera modernità, la Poetessa esprime contenuti variegati. Non si cerchi una spiegazione immediata e univoca: i versi, spesso brevissimi, sono tessuti di parole che lasciano il segno, invitano a riflettere. 

Quarti classificati, a pari merito (in ordine alfabetico):

  • Clara Kaisermann – “Voci d’amore da una Locanda” – Mezzolombardo (Trento)
  • Monica Guerra – “Semi di sé” – Faenza (Ravenna)
  • Giulio Gasperini – “Migrando” – Aosta
  • Yuleisy Cruz Lezcano – “Vita su un ponte di legno” – Marzabotto (Bologna)
  • Danilo Breschi – “Cicatrici e altre incarnazioni” – Figline e Incisa Valdarno (Fi)
  • Carlo Benincasa – “L’essenziale è” – Cerveteri (Roma)
  • Verdiana Maggiorelli – “Ho consumato le labbra a baciar rospi” – Vigolzone (Piacenza)
  • Gianni Marcantoni – “In dirittura” – Cupra Marittima (Ascoli Piceno)
  • Enrico Notaro – “I vestiti della poesia” – Roma
  • Giovanni Parentignoti – “Davanti all’uditorio colpa ha la parola” – Noto (Siracusa)

Pubblicato da premighstreghebuk

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