I vincitori – XIII ed.

SEZIONE INEDITO

Romanzo:

1. Alessandra Boldini – “La bambina dagli occhi di ghiaccio” – Cellatica (Brescia)
Motivazione: Un testo che fonde l’horror col thriller, capace di lasciare il lettore incollato alla pagina per seguire le vicende di Clara, giovane donna orfana da molti anni dopo che un incidente stradale le ha strappato i genitori e la sorellina che ancora doveva nascere; strane visioni iniziano ad avvelenare i suoi giorni ed è al fianco dell’amica di sempre, Sam, che si metterà sulle tracce di un raccapricciante mistero che coinvolge la loro comunità e le rispettive famiglie. Quando i morti si mettono in contatto con noi lo fanno per crudeltà o per bisogno di riscatto? E quando la giustizia viene ristabilita, quanto è facile tornare alla normalità? Sono molti gli interrogativi che Alessandra Boldini ci lancia, e se vi sarà rimasto un briciolo di fiato quando sarete arrivati in fondo alla lettura, saranno anche ottimi spunti di riflessione.
2. Elena Esposto – “Tra le macerie, carri pieni di vita” – Verdellino (Bergamo)
Motivazione: Ognuno ha la sua Vukovar, ognuno ha qualcosa da cui fuggire. Anni dopo la fine del conflitto balcanico, il misterioso Milan torna sull’isola croata di Iž e la prima persona che lo riconosce è Zoran, che con lui ha condiviso un capitolo complesso della sua vita proprio a cavallo degli anni Novanta. Dal quadro, oggi, manca lei, la donna che entrambi amavano e che Milan ha avuto, la donna arrivata dall’Ungheria a bordo di un’utilitaria azzurra che quando era tornata a riprendersela aveva svelato a Zoran delle verità che ancora custodisce. Con un incedere poetico, vediamo come i giovani Hrvoje e Bianka riusciranno a chiudere il cerchio, grazie alla voglia di proteggere la memoria e ricostruire la storia delle persone all’interno della Storia, spesso in apparenza insopportabile, dell’umanità.
3. Aldo Parisi – “L’estasi della farfalla” – Serravalle Pistoiese (Pistoia)
Motivazione: La vita è imprevedibile, soprattutto quando ci riserva sorprese ineleganti, eppure è più forte di tutto. Lo sa bene il protagonista di questa storia, con la carriera, la casa e l’auto che tutti desidererebbero, ma col cuore che non batte più per nessuno tranne che per la figlia, Chiara Luce, dotata di un cromosoma in più e dello spirito di una giovane guerriera. Il dolore della perdita e il dialogo, profondo e continuo, con l’universo costituiscono lo scheletro di questa narrazione, costellata di colpi duri da digerire eppure di quella forza che riesce a tirare tutti in salvo, verso un meritato lieto fine.

Premio Speciale della Giuria:
– Giancarlo Cotone – “Si chiamava Angela” – San Donato Milanese (Milano)
Motivazione: Giancarlo Cotone ci conduce con maestria attraverso luoghi ed epoche, al seguito di una misteriosa figura di ragazza che compare dal niente e non riesce a portare il suo messaggio prima che sia troppo tardi. Dalla Firenze medievale alla Polonia del 1939, il filo della Storia si dipana e neanche chi si interessa a ricostruire il senso degli ammonimenti della giovane riesce a mettersi in salvo. La lettura lascia ammirati per la sapiente costruzione e allo stesso tempo inquieti per la chiarezza con cui il monito è chiaro: potrebbe capitare di nuovo, forse sta già capitando.

Finalisti pari merito:

  • Luigi Angelino – “Il Maresciallo Lépore” – Buttigliera Alta (Torino)
  • Lavinia Brilli – “Fate come se non ci fossi” – Rovereto (Trento)
  • Luca Bucciantini – “Ubuntu” – Campiglia Marittima (Livorno)
  • Francesco Burini – “Nuova Wight” – Torino
  • Sergio Caldaretti – “Viaggi di carta” – Roma
  • Tita Canta – “Vite spannate” – Parma
  • Anna Maria Ceppo – “La crudele innocenza” – Salerno
  • Marialuisa Chiara – “Il filo di seta” – Como
  • Andrea Clementini – “L’ultimo canto del Tempo” – Roma
  • Michela Conti – “Rosso” – Sonoma (Stati Uniti d’America)
  • Antonio Cuccurullo D’Auria Pasquale – “Il paziente zero” – Cava de’ Tirreni (Salerno)
  • Angelo de Marco – “Il Ristorante nell’Amazzonia (Il cibo dei miliardari)” – Messina
  • Lorenzo Donati – “Blue” – Offagna (Ancona)
  • Daniele Evaristo – “Calci di rigore sotto il Monte Finestra” – Roma
  • Alessia Finco – “Il bacio di Shiva” – Este (Padova)
  • Maria Elisabetta Giudici – “La foresta invisibile” – S. Donato Val di Comino (Frosinone)
  • Francesco Greco – “Malak – Adolescenti e terrorismo” – San giorgio Morgeto (Reggio Calabria)
  • Clemente La Marca – “Eudocia” – Terzigno (Napoli)
  • Luigi Lazzaro – “Sette passi” – Pescara
  • Patrizia Lucchi – “Ho conosciuto Evita (La Romagna ai tempi di Péron)” – Pesaro
  • Maria Laura Pitzurra – “La casa dei zirriòli” – Tortolì (Ogliastra)
  • Antonio Polosa – “Dove muoiono le stelle” – Oppido Lucano (Potenza)
  • Giordano Tomassi – “La morte che resta” – Verona
  • Luigino Vador – “La lepre e il coniglio” – San Quirino (Pordenone)
  • Antonio Vattuone – “L’America può attendere” – Albissola Marina (Savona)
  • Alessandra Vega – “Alessandra tra le vipere” – Castelletto Monferrato (Alessandria)

Racconto:

1. Sara R. Djelveh – “La valigia” – Bruxelles (Belgio)
Motivazione: Originale nella trama e nella modalità descrittiva. “Una periferia sconosciuta di quella città che celava mille inaspettate sorprese dietro la maschera della signora Europa; pas belle, ma belle.” Si legge nel racconto. Un racconto attuale che prende avvio dallo strano contenuto di una valigia e attraverso la storia di due personaggi che si incontrano per caso riesce a trasmettere le immagini di una città, Bruxelles, e le sensazioni di una comunità di giovani europei, i loro desideri e le loro frustrazioni derivanti da una realtà che non corrisponderà alle aspettative. Una scrittura scorrevole, coniugata a una abilità descrittiva ironica e mai scontata, snella, leggera che definisce luoghi e personaggi in poche puntuali pennellate, cenni di vita come quadri teatrali si susseguono e vanno a formare una storia attraverso un sottile filo psicologico che fa da collante. Capacità di sintesi nel raccontare un pezzo di storia dei giovani di oggi, attraverso un pretesto (la valigia) con una abilità che segnala e ci fa intuire una attenta osservazione dell’essere umano nelle sue varie sfaccettature.
2. Paolo Barsanti – “La cena del sindaco” – Genova
Motivazione: Un racconto ironico e gradevole sulla mediocrità, un simpatico giallo che riesce a coinvolgere, intrigare e creare attesa, forse a farci riflettere e assumere posizione circa il tema della moralità. Un condensato di normale e scontata mediocrità, di opportunismo, assenza di etica, che forse incontriamo nel nostro quotidiano, nella politica come nella vita comune. Sembrano tutti personaggi conosciuti, il vicino della porta accanto, in una realtà di paese fatta di piccole bugie, perbenismi, intrecci, desiderio di evasione. Il lettore rimane sospeso, come il curioso sta alla finestra a osservare l’evolversi degli eventi che si susseguono uno dopo l’altro e alla fine non può che prendere atto che niente è innocuo e rimane impunito e forse prova un senso di sottile sollievo.
3. Simone Colonna – “Unsuited” – Roma
Motivazione: Brevissimo racconto, caratteristico nella sua modalità veloce, senza pause, scritto tutto di un fiato, quasi non ci fosse il tempo… Ci rappresenta un mondo di sfigati, un mondo in bilico tra lo stare dentro e lo stare fuori di una società che sembra non occuparsi di loro. Una pagina fitta di personaggi delineati in un lampo, trasudanti di umanità, forse una pagina affollata, uno spazio occupato con particolare abilità descrittiva. Una pagina breve, inadatta come sono gli inadatti del racconto.

Premio Speciale della Giuria:
– Maria Giuseppina Buonanno – “Il prigioniero” – Milano
Motivazione: Una storia forse già molte volte raccontata: il ritorno di un prigioniero dalla guerra. Maria Giuseppina Buonanno però riesce a trasmettere, in poche righe, i tanti aspetti e le possibili conseguenze di chi ha vissuto questa tragedia: il prigioniero, una famiglia, una società. Niente potrà mai più essere uguale a prima: “solo i campi lo avevano aspettato, uguali, stagione dopo stagione, anno dopo anno. Le viti erano le stesse, come gli ulivi”. Colpisce l’utilizzo di un linguaggio senza fronzoli, quasi poetico che trasmette con intensità i sentimenti che pervadono l’anima del prigioniero e il dolore e la rabbia prendono forme nelle “parole impilate come lame di ferro in un angolo della testa”. Ma le guerre non finiscono con la fine della guerra, l’incontro con l’arroganza di uno Stato che pretende di risarcire chi ha subito questa terribile esperienza con “poche misere lire” fa esplodere quel dolore e quella rabbia e ci fa capire che si può anche sopravvivere alla guerra delle armi ma non si può sopravvivere alla sensazione di fallimento e frustrazione per aver speso una vita inutilmente.
– Laura Leone – “Senza titolo” – Pisa
Motivazione: Curioso racconto sull’incertezza: nessuna storia, nessun racconto può esserci fino a quando non ci sarà un cappotto, un naso, un paio di stivali un desiderio da sviluppare, infatti ciascuno pensa di essere e sarà in base al titolo che gli viene dato. Una domanda sorge leggendo il racconto: ma chi siamo davvero? Forse ciascuno di noi ha una storia già confezionata, un percorso da sviluppare che dipende solo dal nome, dal titolo appunto che gli verrà dato? E ancora, è il titolo che fa la trama?
– Donatella Sarchini – “L’alba del nuovo giorno” – Milano
Motivazione: Un racconto non racconto, una storia con descrizioni minuziose senza una trama vera e propria, solo lo scorrere delle ore in attesa dell’alba del nuovo giorno. Ogni frase ci riporta a una sensazione fisica: la protagonista trasmette al lettore la stanchezza, il desiderio di rilassarsi e godere nell’aprire le finestre, il piacere di respirare a pieni polmoni, poi arriva il freddo che si insinua e diventa prevalente cancellando ogni altra sensazione, ogni desiderata piacevolezza. Un freddo inesorabile che incombe e niente sembra attenuarlo, nella solitudine della casa pervade Serena che si raggomitola e piange. In quella solitudine arriva improvvisa una presenza: un gatto. Quell’essere vivente “acciabellato sull’addome” attraverso il calore che emana riesce a sconfiggere il freddo, si espande dal corpo del gatto al corpo di Serena, nelle righe del racconto, e infine viene avvertito anche da chi legge. Il calore e il ronfare del gatto, una presenza che sconfigge freddo e solitudine.

Finalisti pari merito:

  • Marco Antonelli – “Le cose che sembrano sbagliate, ma che sono vere (Sogni)” – Livorno
  • Luca Bucciantini – “La lettera” – Campiglia Marittima (Livorno)
  • Antonio Casamento – “Assassinio nel Ciummo” – Padova
  • Roberto Cattaneo – “Tutti i sogni di Ida” – Villa Guardia (Como)
  • Erica Cimarosti – “La grande N.” – Spilimbergo (Pordenone)
  • Roberto Contini – “Sinapsi a contatto” – Milano
  • Ida Daneri – “Anfibi di cristallo” – Vigevano (Pavia)
  • Donatella Dariol – “Dietro un ritratto perfetto” – Carbonera (Treviso)
  • Giampiero Della Nina – “Rosalba” – Porcari (Lucca)
  • Maria Dell’Anno – “Una bella coppia” – Ferrara
  • Annibale Guidi – “Guidubaldo, Melisenda e il liocorno” – Viareggio (Lucca)
  • Emanuela Mangione – “Jo il Funambolo” – Padova
  • Massimo Martinelli – “Farfalle messicane” – Capraia e Limite (Firenze)
  • Gianni Morelli – “Hyam” – Milano
  • Lorenza Morgante – “La lotta” – Parma
  • Cristina Moriconi – “Il caldo Vento del Sud” – Viareggio (Lucca)
  • Patrizia Munari – “Sono un abito pensante” – Carpi (Modena)
  • Nicola Pierini – “La ruota” – Haegersten (Svezia)
  • Lisetta Po – “Il Faina” – Soliera (Modena)
    N.B.: L’Autrice viene squalificata a norma dell’articolo 2 del bando di concorso. Il racconto iscritto al premio letterario nella sezione B era già stato pubblicato nel 2018 e dunque non risponde ai criteri di inedito.
  • Davide Ricchiuti – “Iris, Tempesta e la meraviglia” – Bologna
  • Giuseppe Sorrentino – “Uscire dalla barbarie” – Napoli
  • Lucia Urbano – “Limiti” – Viareggio (Lucca)
  • Claudio Vastano – “Quella sera, lungo la strada…” – Marginone (Lucca)
  • Alberto Zucchi – “Bolle di sapone” – Genova

Poesia:

1. Luca Bucciantini – “Noi, che guardiamo l’onda” – Campiglia Marittima (Livorno)
Motivazione: Un’immagine serena e tranquillizzante, la dolce nenia dell’onda marina che lambisce la spiaggia, e subito un’altra, la furia della tempesta che destabilizza e atterrisce. Quanti riferimenti, quante metafore si possono scorgere in quel mare che umanamente si vergogna della propria violenta irruenza e si arrende all’arroganza e all’incuranza, queste sì, prive di umanità, di chi non sa e non vuole vedere. Le onde e il mare si fanno persone, così ricche di sentimenti pietosi e di compassione, mentre le persone si rivelano totalmente disumanate, così cieche, insensibili e sorde.
2. Karen Bertorelli – “Ancorché la notte cali – Le carezze di Enea e Didone” – Massa
Motivazione: Poesia ricca di seduzioni ed evocativa fin dal nome invocato, Corinna, che inevitabilmente suggerisce un richiamo alla poetessa greca del quinto secolo prima di Cristo e coetanea dell’ahimè più noto Pindaro, ma forse anche alla protagonista dei viaggi italiani che Madame de Staël scelse come proprio alter ego. Le suggestioni della natura pervadono i versi brevi, ritmati, come le parole odorose di campagna (le api, il ciliegio) e le sensazioni già velate dal ricordo nostalgico, mentre il sentimento dell’abbandono che è fuga – come Enea con Didone – prorompe nel grido e nella calunnia che è maledizione e sconforto, senza consolazione alcuna.
3. Davide Caputa – “Il Gatto” – Genova
Motivazione: Poesia di suggestione notturna, di felpata – è il caso di dirlo – musicalità, che vive e respira fra le case e il cielo. Il consolatore domestico già abitatore dei salotti della nostra quotidianità sfugge tra tegole e grondaie e rivela la sua natura di deità lunare, misteriosa e impenetrabile, mirabilmente ritratto nella sua flessuosa e aggraziata silhouette da versi altrettanto armoniosi e incantevoli.

Premio Speciale della Giuria:
– Marina Freni – “Chi governa il mondo” – Rosignano Marittimo (Livorno)
Motivazione: Mescolando con un pizzico di malcelata malizia la denuncia degli stereotipi più vieti ma duri a morire con una sottile ma efficace autocritica, ecco emergere una realtà ancora troppo poco evidente ai più, forse nemmeno alle protagoniste di questi versi, sciolti come le donne tenute sempre a debita distanza anche tra loro stesse. Poesia di impegno e di esortazione, che fa leva su quell’intelligenza non contradditoria per consentire finalmente l’uscita dal limbo delle decisioni degli altri.

Finalisti pari merito:

  • Valeria Amadei – “A mio padre” – Verona
  • Pasquale Annunziata – “Pausa” – Siena
  • Devid Bracaloni – “Allo specchio” – Viareggio (Lucca)
  • Tiziana Di Molfetta – “Su queste scale” – Firenze
  • Angela Fabbri – “Ascoltami poeta” – Ferrara
  • Morena Festi – “Intricate e districate parole” – S. Matteo Decima (Bologna)
  • Edoardo Firpo – “Altari” – Arquata Scrivia (Alessandria)
  • Luciana Giannini – “Il foulard rosso” – S. Stefano Magra (La Spezia)
  • Simona Grillo – “Con le parole inseguo un sentimento” – Crotone
  • Alessandro Lanucara – “Fondo” – Reggio Calabria
  • Marco Michele Lanz – “Provviste di viaggio” – Biella
  • Roberto Lasco – “Luci e scintille” – Capua (Caserta)
  • Daniela Macchi – “14 agosto” – Chiavari (Genova)
  • Anna Martinenghi – “D’inciampi e altre zavorre” – Soncino (Cremona)
  • Paola Paradisi – “Il Mare dentro…” – San Vincenzo (Livorno)
  • Emiliano Passaro – “Al vento” – Berlino
  • Noemi Pigini – “La bella stagione” – Fiumicino (Roma)
  • Annalisa Potenza – “Il punto dell’amore” – Pescara
  • Damiana Raschi – “Le cose che fanno un risveglio” – Perugia
  • Vincenza Rizzi – “I dubbi di un cuore dalle emozioni slegate” – Carugate (Milano)
  • Roberta Alejandra Russo – “Eclisse di luna… non uccidere la luna” – Lucca
  • Sergio Saponati – “Andiamo in pace!” – Viareggio (Lucca)
  • Donatella Sarchini – “Prometeo” – Milano
  • Giusi Scerri – “Sonno Estivo” – Lucca
  • Rosario Tardi – “La trasmutazione” – Terni
  • Rubens Villarboito – “Il fiore secco” – Cossato (Biella)

SEZIONE EDITO

Romanzo:

1. Davide Grittani – “La rampicante” – Foggia
Motivazione: Capace di toccare la sostanza della realtà, con intensità, originale maestria e stile, Grittani, innesca nel romanzo La rampicante, storie ed eventi coinvolgenti, che scuotono ed emozionano: amore, solitudine, paura, sconvolgimenti a breve e lungo termine, conflitto generazionale, diversità, usura, tremori della natura e dell’animo, la delicata e fondamentale ragione della donazione degli organi. Tutti insieme a intrecciarsi non a caso secondo un fine narrativo che scorre fino alle conclusioni con profonda autenticità, lasciando anche e soprattutto interrogativi su convinzioni e atteggiamenti dell’essere umano, non sempre appropriati e consapevoli del dono della vita. Così l’autore coglie i personaggi nei loro egoismi e malvagità, senza sconti, non trascurando poi gli slanci di generosità. E dunque la speranza e la rinascita sono sempre pronte a crescere come l’edera che si inerpica e resiste anche in luoghi del tutto sfavorevoli.
2. Maria Cristina Alfieri – “Fammi luce” – Buccinasco (Milano)
Motivazione: Il romanzo, ben realizzato, offre momenti di riflessione per guardare con occhi diversi e più intimi, chi ha dovuto lasciare la famiglia, gli affetti, un lavoro qualificato, per trovarsi in un paese spesso ostile e pieno di pregiudizi consolidati. Richiama così il lettore a una conoscenza meno superficiale e a rintracciare quel senso di umanità perduto. Una storia complessa, densa di significato, che scandaglia sentimenti, emozioni, suggestioni, angosce, aspettative, desideri dei protagonisti e dei personaggi che ruotano intorno, mettendone in discussione i comportamenti. L’autrice con profonda sensibilità, traduce le loro vite attraversando anche le zone buie che inevitabilmente ci sono, ma auspica che finalmente una luce possa apparire.
3. Anna Serra – “Come una randagia” – Orbassano (Torino)
Motivazione: Un inaspettato evento tragico della natura, travolge la vita della protagonista Emma, già provata e per nulla serena da quando ha incontrato una strana clochard che predice il futuro. Tra paura e angoscia, sotto le macerie, ripercorre a ritroso il passato, e mentre trascorre il tempo, rivive emozioni, dubbi, si pone interrogativi a cui non è riuscita a dare fino ad allora alcuna risposta, e le sue poche certezze crollano. Intense pagine scritte da Anna Serra nel suo Come una randagia, dove non solo, con grande sensibilità, mette in evidenza il difficile mondo dei senzatetto, ma scruta il labirinto di fratture di un essere umano che ha davanti a sé la morte che incombe, una situazione estrema che sfugge alla sua volontà, un respiro appena percettibile che le permette comunque di estraniarsi, di sondare un futuro che ci sarà ma che lei guarderà con occhi diversi.

Premio Speciale della Giuria:
– Angela Bianchi – “Scelgo me” – Roma
Motivazione: Tra i meriti del romanzo di Angela Bianchi, Scelgo me, c’è che le pagine lette, a una a una, si animano come sequenze di un avvincente film, ricco di tensione e colpi di scena. Storia di conflitto e d’amore, con un intreccio narrativo acuto, fitto e complesso, e uno stile preciso, curato. Snodi cruciali nella vita dei protagonisti, percorsi opposti che cercano una simmetria, un equilibrio nella necessità di amare ed essere ricambiati, per colmare quelle gioie mancanti ai loro caratteri forti, decisi, diffidenti, che nascondono dolori e trattengono emozioni. Ma tutto può accadere di fronte all’amore e al rispetto per se stessi, anche un finale imprevedibile.

Finalisti pari merito:

  • Pietro Albi – “Farfariel. Il Libro di Micù” – Teramo
  • Francesco Bellia – “Auxarian” – Catania
  • Stefano Cannistrà – “La panchina” – Perugia
  • Alessandra Cinardi – “Vita e la coppa della resurrezione” – Roma
  • Giovanni Ciot – “Iron prof.” – Monza
  • Salvatore Colantuono – “A Milano ancora la neve cadrà” – Milano
  • Giuliana Di Gaetano Capizzi – “Il sogno e la realtà” – Sutri (Viterbo)
  • Paolo Di Petta – “I-dentity gen” – Napoli
  • Dario Gigli – “La fabbrica di plastica” – Ferrara
  • Anna Maria Lella – “Inno alla vita” – Cologno Monzese (Milano)
  • Roberta Mezzabarba – “Legàmi” – Viterbo
  • Tiziano Morelli, Silvana Soldati – “Memory stick” – Gavirate (Varese)
  • Fabio Morici – “Non sentire il buio” – Ciampino (Roma)
  • Lucia Paoletti – “Codice B321. Andata e ritorno” – Pisa
  • Marco Salogni – “Mi chiamano binocolo” – Passirano (Brescia)
  • Ennio Tomaselli – “Messa alla prova” – Torino

Poesia:

1. Giovanni Tavcar – “Come le maree” – Trieste
Motivazione: Nei versi di questa silloge l’urgenza di trovare risposta agli interrogativi che toccano il senso profondo della nostra esistenza si traduce in attimi di intenso lirismo; immagini nitide scaturiscono da una visione critico-riflessiva dai ritmi taglienti e penetranti come lame affilate. Cristallino il linguaggio, tessuto di parole ricercate, pur nell’apparente immediatezza; nonché di metafore e sinestesie, che si rincorrono con estrema naturalezza.
2. Silvia Elena Di Donato – “La maschera di Euridice” – Manoppello (Pescara)
Motivazione: Costante riferimento ai classici attraverso metafore pregnanti, connubio tra arte pittorica e linguaggio poetico, versi incisivi di moderna brevità, sono gli elementi principali che caratterizzano la silloge di Silvia Elena Di Donato.
Poesia impegnativa, studiata ad arte per provocare la mente e obbligare il lettore a farsi complice del progetto comunicativo.
3. Stefania Mercatali – “Iris selvatici” – Costabissara (Vicenza)
Motivazione: Poesie brevi scaturite da emozioni, suggestioni, pensieri che l’autrice esprime con un linguaggio connotato da parole musicali, ritmo pacato delle visioni e colori pastello di immagini chiare. Versi in bilico fra pessimismo e speranza, nella costante ricerca di andare oltre l’apparenza.

Premio Speciale della Giuria:
– Maria Cristina Biasoli – “Il mio mondo magico” – Molinella (Bologna)
Motivazione: L’autrice, nell’intento costante di superare gli ostacoli inevitabili nel corso dell’esistenza, scava nel profondo; un profondo in cui la magia delle piccole cose si traduce in metafore pregnanti e invita alla speranza, a riscoprire valori per cui valga davvero la pena di vivere.

Finalisti pari merito:

  • Wanda Allievi – “Affreschi dell’anima” – Lomazzo (Como)
  • Luciano Delucchi – “L’abito che siamo” – Sestri Levante (Genova)
  • Caterina Gianuizzi – “Gli speroni d’oro” – Firenze
  • Stefano Lodi – “Sonetti e strofe” – Varese
  • Renzo Piccoli – “Casale California” – Bologna
  • Cesira Ida Toscano – “La bambina di bruma ovvero il Cammino per San Cosmo di Compostela” – San Giorgio Albanese (Cosenza)

Racconti:

1. Mario De Fanis – “L’isola di Aldebaran” – Falconara (Ancona)
Motivazione: Non è facile, con racconti brevi, costringere il lettore a seguire le mosse che conducono, in poco tempo, all’emozione: viva, profonda, sincera. L’autore, con L’isola di Aldebaran, riesce egregiamente a provocare molteplici turbamenti, offrendo numerose e precipue provocazioni. Mario De Fanis è capace, infatti, di far credere, attraverso magiche parole ammalianti, che pochi sassi, lanciati dentro l’acqua, dalla riva di un mare banale, siano in grado di trasformarsi d’incanto in un’isola, rifugio per il pensiero, perché questo possa finalmente ritrovare se stesso e alimentarsi per arrivare a scorgere tutti i sentimenti che può generare. I racconti, lineari, chiari, armonici, ben caratterizzati, mostrano uomini veri, coi loro vissuti reali, con le decisioni sbagliate, con le scelte azzeccate; donne cariche di dubbi e paure; ragazzi di ieri capaci di colpire l’immaginario di quelli di oggi. Un progetto molto ben strutturato, convincente, che si presenta gradevole, ricco, armonico, adatto ad accarezzare la fantasia.
2. Francesco Azzirri – “Delle crepe sul reale” – Prato
Motivazione: Francesco Azzirri taglia col bisturi delle parole la realtà. Una realtà a volte irriconoscibile, che ha abbandonato le peculiarità dell’umano, lasciando solo al sogno la speranza per continuare a ritenere vita l’esperienza che stiamo attraversando. Sagome, demoni, burattinai, pronti a obnubilare coscienze, sono affrontati da personaggi che tentano di rifuggire l’omologazione. Ma le vittime, votate all’indifferenza, prive di eroi sui quali contare, annientate dalla massificazione, diventano a loro volta artefici inconsapevoli dell’eliminazione della libertà. Le alternative possibili esistono. L’autore auspica il morbo della fantasìosi, che può sia recuperare la follia trasformandola in onirismi urlanti (per consentire agli uomini di leggere ciò che gli occhi non possono più cogliere) sia alimentare sogni, provocare speranze, formulare rivoluzioni. Con una scrittura ricca di improvvisi passaggi poetici, spinti con forza contro il lettore al punto di obbligarlo a sobbalzare, l’autore di Delle crepe sul reale offre strutture narrative cariche di sorniona ironia, coinvolgendo, provocando, invischiando dentro una toscanità a tutto tondo: sagace, furba, vispa, ma mai impertinente.
3. Letizia Turini – “Le foglie d’autunno” – Montevarchi (Arezzo)
Motivazione: In ogni paese è presente, spesso attaccata alla facciata della chiesa principale, una lapide coi nomi di giovani caduti in battaglia. Il Secolo Breve ha visto l’Europa coinvolta in numerose tragedie: dittature, stermini, odi profondi a giustificare violenze inaudite. Ma l’umanità, colpita dalla sua stessa follia, può intuire l’esistenza di un futuro, non perdendo la propria memoria. Letizia Turini ne è convinta e, con il filo conduttore che attraversa i suoi racconti Le foglie d’autunno, riesce a provocarci, mostrandoci i danni interiori che il primo conflitto mondiale ha generato negli uomini e nelle donne che hanno vissuto quella tragica esperienza. Racconti intimi, delineati con cura delicata, colpiscono l’immaginario, segnando indelebilmente il ricordo in chi ha ascoltato la narrazione della tragedia dai testimoni diretti e coinvolgendo, con impeto, dolce e ammiccante, chi, per l’età, quei fatti li leggerebbe soltanto nei libri di scuola.

Premio Speciale della Giuria:
– Alessandro Antonaia – “Flusso” – Portici (Napoli)
Motivazione: L’inadeguatezza dei genitori nella costruzione di efficaci rapporti educativi contribuisce, con le nuove forme di alienazione svincolate dai rapporti produttivi, a generare il diffuso malessere individuale. E poiché solo il desiderio è nella condizione di vivere la libertà totale e l’unica droga, in grado di tenere sotto controllo l’angoscia, è la razionalizzazione del caos, all’uomo, per ritrovare la propria identità, non resta altra alternativa che diluire il flusso asfissiante dei rapporti affettivi, sociali, economici. Ma un fil rouge che unisce i racconti, raccolti nel contenitore Flusso, provoca una domanda: è possibile che gli uomini altro non siano che attori/burattini obbligati ad agire così come agiscono? Che l’azione, quindi, non sia una reazione a un pensiero intelligente ma solo risposta a uno stimolo esterno? Alessandro Antonaia utilizza, per esaltare la questione posta, una interessante architettura narrativa che vede il progressivo ricomporsi di due intrecci: quello dei vari racconti con quello di un romanzo sottinteso. Pur accettando l’idea della silloge, il lettore scopre, infatti, l’esistenza di una trama narrativa che percorre sagacemente tutte le individualità analizzate, ma genera, al contempo, la percezione di una storia unitaria, composta dai giovani protagonisti, in kafkiana metamorfosi, alla perenne ricerca di senso.

Finalisti pari merito:

  • Donatella Dariol – “Mille vite, dentro” – Carbonera (Treviso)
  • Orietta Degiorgi – “Intra – Chiaroscuri di vita quotidiana, ritratti e oggetti parlanti” – Taranto
  • Maddalena Frangioni – “L’alchimia del tempo” – Segrate (Milano)
  • Ario Gnudi – “Camei” – Molinella (Bologna)
  • Armando Iadeluca – “I racconti di Babbo Natale” – Pereto (L’Aquila)
  • Gabriella Pirazzini – “Minuetto e altri racconti” – Imola (Bologna)

Pubblicato da premighstreghebuk

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